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Big Tech, AI e guerra: cosa sta accadendo negli Stati Uniti tra profilazione, biometria e potere statale di Vanessa Rusci

Big Tech, AI e guerra negli USA: profilazione, biometria e rischio autoritario Dietro la faccia comoda dell’intelligenza artificiale si sta consolidando qualcosa di molto più duro: una infrastruttura che unisce dati personali, biometria, contratti pubblici, sicurezza e guerra. Immagine generata con Chat GPT con un solo prompt Risparmiare prompt protegge il pianeta Quando parliamo di intelligenza artificiale, spesso l’immaginario collettivo si ferma ai chatbot, alle immagini generate, agli assistenti digitali, alla produttività, alla comodità. È la faccia leggera del fenomeno, quella che rende tutto più rapido, più brillante, più apparentemente intelligente. Ma sotto questa superficie si sta consolidando qualcosa di molto più serio. Negli Stati Uniti non stiamo vedendo soltanto una crescita dell’AI come strumento. Stiamo vedendo l’emergere di una infrastruttura che lega insieme piattaforme digitali, raccolta dati, profilazione economica, biometria, amministrazione pubblica, sicurezza ...
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Copyright, AI generativa e grandi piattaforme

  Copyright, AI generativa e grandi piattaforme Cosa sta succedendo davvero tra artisti, dataset e modelli Negli ultimi anni, insieme alla diffusione dell’AI generativa, si è aperto uno dei conflitti più importanti nel mondo della cultura visiva: quello tra diritto d’autore e addestramento dei modelli. Non è una questione nuova, ma oggi ha raggiunto una scala diversa. Perché riguarda milioni di immagini, migliaia di artisti e alcune delle più grandi aziende tecnologiche. Come vengono addestrati i modelli Per capire il problema, bisogna partire dal funzionamento. I modelli di AI generativa vengono addestrati su enormi dataset di immagini e testi. Questi dataset sono spesso costruiti attraverso: web scraping raccolta automatica di contenuti online archivi pubblici e semi-pubblici Durante l’addestramento, il modello non memorizza immagini singole in modo diretto, ma apprende relazioni statistiche tra elementi visivi e linguistici. Ed è qui che nasce il conflitto. Perché molte del...

Le “allucinazioni” dell’AI

Le “allucinazioni” dell’AI cosa sono davvero, perché esistono e perché non sono così facili da controllare Immagine creata con CHAT GPT da Vanessa Rusci con un solo prompt e una sola generazione Negli ultimi anni si è diffuso un termine curioso per descrivere alcuni comportamenti dell’intelligenza artificiale: allucinazioni . La parola è forte, quasi teatrale, e non è casuale. Serve a indicare un fenomeno preciso: il momento in cui un sistema di AI genera qualcosa che sembra plausibile, ma che in realtà è falso, incoerente o completamente inventato. Ma per capire davvero cosa significa, bisogna partire da un punto semplice. L’AI non sa. Prevede. Un modello di intelligenza artificiale non “conosce” il mondo nel senso umano del termine. Non verifica, non osserva, non ha esperienza diretta. Funziona invece attraverso la probabilità. Ogni volta che genera un testo o un’immagine, il sistema non fa altro che chiedersi: 👉 qual è il prossimo elemento più probabile? Nel testo, è la par...

AI generativa e algoritmi di raccomandazione di Vanessa Rusci

 AI generativa e algoritmi di raccomandazione una breve storia, limiti e implicazioni per arte e immagini Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata nel linguaggio quotidiano, ma quello che vediamo oggi è il risultato di passaggi precisi. Capire come funzionano l’AI generativa e gli algoritmi di raccomandazione è fondamentale per comprendere come vengono create e diffuse le immagini contemporanee. Storia dell’AI generativa: cosa è cambiato dal 2022 Prima del 2022 l’intelligenza artificiale esisteva già ed era utilizzata in ambito tecnico, scientifico e artistico sperimentale. Si lavorava con computer vision, modelli image-to-image e reti neurali avanzate, ma servivano competenze specifiche e non era uno strumento accessibile a tutti. Il passaggio avviene nel 2022, con l’arrivo di piattaforme come DALL·E 2, Midjourney e Stable Diffusion, che permettono per la prima volta di generare immagini a partire da testo senza programmare. Nel 2023 questo processo diventa di m...

Algoritmi di raccomandazione: cosa sono davvero

  Algoritmi di raccomandazione: cosa sono davvero Algoritmi di raccomandazione: cosa sono davvero Quando si parla di intelligenza artificiale, l’attenzione si concentra quasi sempre su ciò che si vede: immagini generate, testi scritti, video creati. È comprensibile. È la parte spettacolare. Ma c’è un livello più silenzioso, meno visibile, e proprio per questo più determinante: gli algoritmi di raccomandazione. Non producono contenuti. Non si mostrano. Eppure operano prima di tutto il resto. Decidono cosa entra nel nostro campo visivo, cosa scorre davanti ai nostri occhi, cosa ha la possibilità di esistere per noi. Sono una tecnologia discreta, ma strutturale. Una infrastruttura invisibile della percezione contemporanea. Cosa sono Un algoritmo di raccomandazione è un sistema che seleziona e ordina contenuti in base a criteri specifici. Non aggiunge nulla al mondo. Ma decide quale parte del mondo ci viene restituita. Questa selezione non è neutra. Ogni contenuto che vediamo è il risu...