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AI e lavoro: scenari reali tra licenziamenti, produttività e società futura di Vanessa Rusci

AI e lavoro: bolla, transizione o trauma sociale?  Immagine creata con Chat Gpt con due prompt. Cosa può davvero accadere quando la produttività cresce ma la politica resta indietro Quando si parla di intelligenza artificiale e lavoro, il dibattito si divide spesso in due tifoserie. Da una parte c’è chi pensa che l’AI sia soprattutto una bolla: tanto rumore, tanto marketing, qualche utilità reale, e poi una stanchezza diffusa verso macchine sempre più invadenti e meno sorprendenti. Dall’altra c’è chi teme una transizione molto più dura: aziende che usano l’AI per tagliare personale, comprimere salari, aumentare il controllo e presentare tutto come inevitabile progresso. La verità, oggi, è che le due ipotesi possono convivere. L’AI può essere in parte sopravvalutata sul piano economico immediato e, nello stesso tempo, essere già abbastanza potente come racconto finanziario e manageriale da giustificare ristrutturazioni aggressive. Prima ipotesi: la bolla non è una fantasia Il Fon...
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AI, energia e acqua: il costo nascosto della corsa americana che il mondo sta già pagando

Dietro la promessa di velocità, produttività e innovazione, l’espansione dell’intelligenza artificiale sta aprendo un problema materiale molto concreto: più server, più raffreddamento, più elettricità, più acqua, più pressione su reti e territori. Le fonti serie oggi non descrivono l’AI soltanto come una rivoluzione del software, ma come una nuova infrastruttura fisica che consuma risorse, occupa suolo, ridisegna priorità pubbliche e può aggravare disuguaglianze già esistenti. L’IEA, l’UNEP, l’UNCTAD, il NERC, l’ILO e una crescente letteratura universitaria convergono su un punto: la questione ambientale dell’AI non è marginale, e non riguarda solo il carbonio. Riguarda elettricità, acqua, affidabilità delle reti, governance, giustizia territoriale e accesso equo alle risorse. Immagine generata con un solo prompt su Chat GPT Perché il problema va preso sul serio adesso Nel 2024 i data center hanno consumato circa 415 terawattora di elettricità a livello globale, cioè circa l’1,5% dell...

Big Tech, AI e guerra: cosa sta accadendo negli Stati Uniti tra profilazione, biometria e potere statale di Vanessa Rusci

Big Tech, AI e guerra negli USA: profilazione, biometria e rischio autoritario Dietro la faccia comoda dell’intelligenza artificiale si sta consolidando qualcosa di molto più duro: una infrastruttura che unisce dati personali, biometria, contratti pubblici, sicurezza e guerra. Immagine generata con Chat GPT con un solo prompt Risparmiare prompt protegge il pianeta Quando parliamo di intelligenza artificiale, spesso l’immaginario collettivo si ferma ai chatbot, alle immagini generate, agli assistenti digitali, alla produttività, alla comodità. È la faccia leggera del fenomeno, quella che rende tutto più rapido, più brillante, più apparentemente intelligente. Ma sotto questa superficie si sta consolidando qualcosa di molto più serio. Negli Stati Uniti non stiamo vedendo soltanto una crescita dell’AI come strumento. Stiamo vedendo l’emergere di una infrastruttura che lega insieme piattaforme digitali, raccolta dati, profilazione economica, biometria, amministrazione pubblica, sicurezza ...