Primo post di una serie sull’AI Act: la cornice generale L’AI Act europeo viene spesso presentato in due modi opposti e ugualmente sbagliati. Per alcuni è una gabbia burocratica destinata a soffocare innovazione e competitività. Per altri è una specie di scudo perfetto che proteggerà automaticamente cittadini, lavoratori, studenti, artisti e consumatori da ogni abuso dell’intelligenza artificiale. Le fonti ufficiali europee raccontano una storia più seria e più complessa. L’AI Act non vieta “l’AI” in generale, non è un rifiuto della tecnologia e non è neppure una bacchetta magica. È una grande legge europea che prova a mettere ordine in un campo già molto potente, molto opaco e molto diseguale, usando una logica basata sul rischio. Il suo scopo dichiarato è migliorare il funzionamento del mercato interno e, insieme, garantire che i sistemi di AI immessi sul mercato o usati nell’Unione siano sicuri e rispettino diritti fondamentali, democrazia, Stato di diritto e ambiente. Il punto di...
Il blog si trasforma. Comunicazione, intelligenza artificiale e trasformazione culturale sono oggi al centro del cambiamento. I progetti di Vanessa Rusci rendono questi temi accessibili a tutti, anche a chi parte da zero, attraverso percorsi che uniscono arte, educazione e tecnologia. L’obiettivo è sviluppare consapevolezza, pensiero critico e capacità di utilizzare l’AI in modo attivo e responsabile, creando nuove opportunità per scuole e territorio.