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Parte 1. Insegnare al tempo delle AI di Vanessa Rusci & VaRu

Quando si parla di intelligenza artificiale a scuola, il rischio è oscillare tra due semplificazioni opposte. La prima è quella entusiasta: l’AI risolverà i problemi della scuola, personalizzerà l’apprendimento, alleggerirà il lavoro dei docenti e renderà tutto più efficiente. La seconda è quella apocalittica: l’AI distruggerà lo studio, svuoterà il pensiero, renderà gli insegnanti superflui e trasformerà gli studenti in utenti passivi. Le fonti più serie oggi non confermano né l’una né l’altra visione in forma assoluta. Dicono piuttosto una cosa più impegnativa: l’AI può aiutare l’educazione, ma solo se la scuola resta profondamente umana, pedagogicamente guidata e politicamente governata. Se invece viene introdotta senza criteri, può amplificare superficialità, disuguaglianze e dipendenza cognitiva. UNESCO insiste da tempo su un principio chiave: l’AI in educazione deve essere human-centred , centrata sull’essere umano, e va inserita dentro una visione che protegga agency, pensiero ...