Grafica realizzata con un prompt, dopo anni di addestramento e partendo dal disegno di DAS 2026 Opportunità reali, rischi concreti e una domanda decisiva: chi progetta per chi? Quando si parla di intelligenza artificiale e neurodivergenze, il dibattito oscilla spesso tra due estremi. Da una parte c’è la retorica salvifica, quella per cui l’AI sarebbe quasi una soluzione automatica per ADHD, autismo, dislessia, disprassia e altri profili di apprendimento non standard. Dall’altra c’è il sospetto opposto: l’AI come nuova macchina di standardizzazione, controllo e dipendenza. Le fonti più serie invitano a uscire da entrambe le caricature. L’OECD scrive che l’AI può sostenere studenti con bisogni educativi speciali e learner neurodivergenti, ma richiama anche rischi e limiti: strumenti ancora poco validati, problemi di privacy, bias, costi, difficoltà di implementazione e insufficiente formazione del personale educativo. Il primo punto da chiarire è che, per molti studenti neurodivergenti...
Il blog si trasforma. Comunicazione, intelligenza artificiale e trasformazione culturale sono oggi al centro del cambiamento. I progetti di Vanessa Rusci rendono questi temi accessibili a tutti, anche a chi parte da zero, attraverso percorsi che uniscono arte, educazione e tecnologia. L’obiettivo è sviluppare consapevolezza, pensiero critico e capacità di utilizzare l’AI in modo attivo e responsabile, creando nuove opportunità per scuole e territorio.