Dietro la promessa di velocità, produttività e innovazione, l’espansione dell’intelligenza artificiale sta aprendo un problema materiale molto concreto: più server, più raffreddamento, più elettricità, più acqua, più pressione su reti e territori. Le fonti serie oggi non descrivono l’AI soltanto come una rivoluzione del software, ma come una nuova infrastruttura fisica che consuma risorse, occupa suolo, ridisegna priorità pubbliche e può aggravare disuguaglianze già esistenti. L’IEA, l’UNEP, l’UNCTAD, il NERC, l’ILO e una crescente letteratura universitaria convergono su un punto: la questione ambientale dell’AI non è marginale, e non riguarda solo il carbonio. Riguarda elettricità, acqua, affidabilità delle reti, governance, giustizia territoriale e accesso equo alle risorse. Immagine generata con un solo prompt su Chat GPT Perché il problema va preso sul serio adesso Nel 2024 i data center hanno consumato circa 415 terawattora di elettricità a livello globale, cioè circa l’1,5% dell...
Il blog si trasforma. Comunicazione, intelligenza artificiale e trasformazione culturale sono oggi al centro del cambiamento. I progetti di Vanessa Rusci rendono questi temi accessibili a tutti, anche a chi parte da zero, attraverso percorsi che uniscono arte, educazione e tecnologia. L’obiettivo è sviluppare consapevolezza, pensiero critico e capacità di utilizzare l’AI in modo attivo e responsabile, creando nuove opportunità per scuole e territorio.