Nel 2006 Birrerya .com decide di realizzare dei pannelli da esporre nelle varie Fiere e Manifestazioni legate alla Birra artigianale. Mi chiede di realizzare una sintesi visiva per tre pannelli, rielaborando graficamente le molte immagini che ho nel mio archivio di 5 anni. Mi chiede una piccola Brochure per indicare le molte birrerie che porta in degustazione che sia artistica ma di facile lettura. Vuole poi che realizzi 5 pannelli che mostrino i Birrai Belga delle prime birre che ha importato,e qualche dettaglio delle birrerie. Mi chiede di raccontare quello che ho visto: birrai che lavorano con passione e estro, stabilimenti piccoli, con cimeli del lavoro passato, mi si chiede di non pensare alla maniera marketing, ma di pensare con "la passione" per la birra... Realizzo il lavoro sottostante che il cliente apprezza molto e che porterà anche al Salone del Gusto a Torino nel 2009.
Primo post di una serie sull’AI Act: la cornice generale L’AI Act europeo viene spesso presentato in due modi opposti e ugualmente sbagliati. Per alcuni è una gabbia burocratica destinata a soffocare innovazione e competitività. Per altri è una specie di scudo perfetto che proteggerà automaticamente cittadini, lavoratori, studenti, artisti e consumatori da ogni abuso dell’intelligenza artificiale. Le fonti ufficiali europee raccontano una storia più seria e più complessa. L’AI Act non vieta “l’AI” in generale, non è un rifiuto della tecnologia e non è neppure una bacchetta magica. È una grande legge europea che prova a mettere ordine in un campo già molto potente, molto opaco e molto diseguale, usando una logica basata sul rischio. Il suo scopo dichiarato è migliorare il funzionamento del mercato interno e, insieme, garantire che i sistemi di AI immessi sul mercato o usati nell’Unione siano sicuri e rispettino diritti fondamentali, democrazia, Stato di diritto e ambiente. Il punto di...











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