Translate

mercoledì 18 ottobre 2017

il futuro è per pochi (o per molti se ci svegliamo): fatti dare il consenso vale più dell'oro e smettila con il fai da te, anche se sei piccolo...

siena
Argomento: I nostri dati (quelli dei clienti) e come una azienda li può usare per trovare nuovi clienti sul web e non solo.

Gli strumenti che si trovano sul web.

Il marketing in tempo reale, programmi che decidono cosa proporre al cliente in base alle sue interazioni con l'azienda e le sue proposte...

Questo autunno è all'insegna della formazione, l'anno passato ho avuto purtroppo poca testa e poco tempo per fare corsi, succede a chi vive davvero e si sfida!
Questi mesi invece c'è la testa, c'è la voglia, le risorse, il tempo e l'energia adatta.
Sono una vera e propria outsider, con le proprie idee e con le proprie intuizioni, ho la fortuna di fare mille cose diverse per cui sono come un'antenna e capto molti segnali che se non ci sono troppe interferenze arrivano nel mio tavolo da lavoro e diventano idee per i miei progetti.
La mia passione fare davvero qualcosa per le aziende italiane, progetti di comunicazione, piani marketing, soprattutto per quelle medio-piccole, quelle che ne hanno più bisogno. Quelle che sono però il motore di una economia che fa fatica a ripartire.
marketing siena
E marker
Follia? Sì, spesso la pago, ma si sa ognuno ha un'indole e come dice il mio coach Giuseppe Esposito, che mi segue oramai da due anni e mi assiste nel labirinto delle mie mille personalità, se non si rispetta la propria indole non si vince.
Sono quella delle premesse...

Venendo al sodo: cerco di continuo soluzioni per i miei clienti, nelle mie aziende non c'è un equipe, spesso non c'è un ufficio marketing, non si fa progettazione, non si fanno piani di azione. Aiutare davvero le aziende significa dare loro strumenti per far trovare nuovi clienti, o meglio questo è quello che ogni azienda chiede.

Se in gruppo, nei progetti, mi occupo prevalentemente di fotografia aziendale, video, immagine pubblicitaria, quando lavoro come free lance del marketing e della comunicazione, a Siena, a Grosseto e a Firenze, il mio lavoro diventa a 360 gradi nel campo del marketing e della comunicazione.

Il mio target sono, ripeto, le piccole medie aziende, quelle che in Italia abbondano e che, scusate il gioco di parole, spesso sono abbandonate a se stesse.
Perché in Italia abbiamo grandi idee, grandi talenti, ma mancano talmente tante cose che diventa davvero difficile fare business. 
Non si ha chiaro come un'azienda debba lavorare, progettare e le istituzioni e le associazioni non fanno abbastanza.

In prima persona mi sono scontrata con la crisi, che fortunatamente sta passando ma che ha fatto grandi danni.

Il tema scottante di questi anni è come investire in pubblicità, soprattutto quella on line, e far si che il budget restituisca subito un feed back positivo o utile, che coinvolga il mio cliente, quello vero, non uno a caso, quello che ha bisogno di cio che io vendo e nel caso non ne avesse proprio bisogno, come posso far si che questo bisogno, che io so che lui può avere, sia stimolato? :-)

Sono anni che ci "tracciano", lo sapete, ci chiedono dati, informazioni, e se anche non lo fanno direttamente, lo fanno con iscrizioni a mail list, lo fanno nei siti di vendita on line, nei social, analizzano tutto di noi: da quanto dormiamo, a quanto mangiamo, a quanto tempo passiamo in auto, quale è il nostro film preferito e ogni quanto ci facciamo la doccia ed è solo l'inizio di una "trasparenza", a mio avviso terrificante. 
Ma tant'è per quanto possiamo ripudiare la cosa, funziona così, le aziende ci vogliono vendere le cose che producono, dove è la novità? Gli diamo noi il consenso! No, non sarò polemica, questa volta voglio solo analizzare la cosa.

pubblicità


Ci sono alcuni punti importanti che TUTTI dobbiamo sapere:
i colossi hanno budget da investire e saranno padroni delle vendite; (e dei nostri dati!) perchè se puoi comprare le informazioni del tuo cliente, potrai soddisfarlo e farlo tuo;
importante è avere il suo consenso per poterlo tartassare!
Ed ecco quindi che il consenso diventa più prezioso dell'oro.

I piccoli quindi dovranno adeguarsi, crescere velocemente, studiare e tenere il passo e ATTENZIONE ATTENZIONE: UNIRSI. Unico modo per sopravvivere nei palazzi dorati dei grandi.

Non è la fine del mondo, è solo un cambiamento enorme, sostenuto dalla tecnologia che sta arrivando, poi continueremo a fare prosciutti, auto, ventilatori. E...mi fermo.

Ma quindi come fa un piccolo medio imprenditore a sopravvivere adesso, ad adeguarsi? E' sempre in tempo? 
Si, per ora si. Può ragionare come una grande azienda? Questi argomenti che sembrano solo trend possono davvero aiutarlo? La risposta è ancora si!

sienaDeve rivolgersi a aziende di marketing che rientrino nei suoi budget ovviamente, e quindi deve dedicare un budget a questo aspetto, deve chiedere alle associazioni di categoria di essere aggiornato e formato per affrontare questi cambiamenti, deve investire in formazione e non deve assolutamente rimanere indietro. Perchè poi il progresso tecnologico ci aiuta servono nuove figure professionali e questo vorrà dire nuovi posti di lavoro e quindi è un nostro alleato, se l'accogliamo e non mettiamo la testa sotto la sabbia.

Su Facebook, Google, e altri network della rete ci sono già tool per piccoli imprenditori, che danno la possibilità di investire piccole cifre e avere risultati apprezzabili, ma non funziona il fai da te, in poche parole il primo investimento è quello di prendere un esperto, e come si cerca? Sul web, se c'è, se lo intercettate vuol dire che sa cosa sta facendo. Chiedete un incontro, conoscetelo e provate a vedere cosa vi racconta.


Occorre un piano marketing, un piano di comunicazione, scegliere i propri obiettivi e avere le idee chiare, poi il resto lo farà il prodotto, lo farà il valore intriseco nella vostra azienda.

Il webinary di oggi usava termini che pochi imprenditori conoscono, parlava di progetti che poche aziende riescono a concepire. 
Io le racconto alle aziende, le plasmo sulle caratteritiche di ogni cliente e faccio si che i miei clienti siano sempre al passo con i tempi.
Faccio una consulenza prima di partire con tutti i miei servizi.

E se siete arrivati fino a qui vi meritate anche la mia visione positiva di un mercato che ancor viaggia con vecchi concetti di marketing: occorre smettere di voler vendere cio che produciamo, occorre diversificarsi, pensare al futuro e vendere cio che davvero sarà richiesto e parlo di sostenibilità, ecologia, spiritualità, natura, curiosità, emozioni... stiamo diventando sempre più consapevoli e sempre più coscienti del fatto che ogni nostra scelta ha un impatto sulla vita di tutti e li c'è il futuro. 
Un futuro dove non ci sarà bisogno di vendere... e si venderà molto di più.

E adesso si parte con un altro webinary sul SEO, dagli USA, per sentire cosa accade oltre oceano!

Buona serata! 



marketing siena





lunedì 16 ottobre 2017

Web marketing? Come usare il web per la tua azienda

Questi termini che tutti usano ma che pochi comprendono...
Ad esempio Web Marketing...

Web Marketing: cos’è?

Quanodo usiamo il termine Web Marketing stiamo parlando dell’insieme di strategie e di attività di marketing orientate a usare il Web come mezzo di promozione, di comunicazione, di sviluppo e di rafforzamento dei rapporti commerciali con i clienti, i partner e gli sponsor e come mezzo per offrire un servizio ai nostri clienti in tempo reale. 
Insomma il Web Marketing ha come obiettivo:
  • il CONTATTO;
  • la VENDITA;
  • la DIFFUSIONE;
  • la RELAZIONE;
  • l’ASSISTENZA.
Da dove tutto ha inizio? Da una sola doamnda: cosa serve davvero al mercato nel momento in cui mi ci avventuro?
Tutto questo trova concretezza nella redazione di un piano di web marketing, un documento strategico che contiene:
  • i risultati dell’analisi di mercato effettuata;
  • i risultati dell’analisi del brand, delle sue caratteristiche, della sua mission e della sua vision;
  • le conclusioni dell’delle opportunità, delle minacce, dei punti di forza e di quelli di debolezza del brand e del suo progetto;
  • lo studio del target di riferimento, non nella vecchia maniera però, e di questo parlermo in un prossimo post.
  • gli obiettivi da raggiungere, che devono sempre essere SMART (ovvero Specific, Specifico; Measurable, Misurabile; Achievable, Raggiungibile; Real, Realistico; Time-constrained, definito nel Tempo);
  • la definizione della strategia di Web Marketing da seguire;
  • le tattiche e le azioni concrete da adottare;
  • gli strumenti di Web Marketing da utilizzare;
  • il messaggio da comunicare e il modo e il linguaggio con cui comunicarlo;
  • le regole e le linee guida che devono seguire le persone coinvolte nello sviluppo della strategia di Web Marketing, così da promuovere e comunicare il brand con coerenza e distintività;
  • il budget a disposizione e come deve essere ripartito;
  • il timing, con cadenze e scadenze ben definite per ogni azione;
  • la divisione dei ruoli.

Gli strumenti del Web Marketing

Una strategia di Web Marketing si sviluppa a partire da un perno principale e indispensabile, che funge da collegamento a tutti gli altri strumenti che si deciderà di implementare.
studio comunicazione vanessa rusci
Questo protagonista indiscusso è il sito web, la casa che accoglierà tutti i tuoi stakeholders (clienti, partner, sponsor, organizzazioni, persone interessate), lo strumento che ti consentirà di concretizzare i tuoi sforzi e di convertire, ovvero di raggiungere l’obiettivo di marketing che ti sei preposto.
In linea generale, possiamo ricondurre quest’obiettivo alla vendita, alla lead generation (generazione di contatti utili) e alla brand reputation. Il sito web sarà la tua base, personalizzata, emozionante, avvincente ed è qui che racconterai te stesso. la tua attività e cosa offrirai: la tua offerta o il tuo servizio.
Proprio il tuo sito web è quel che dovrai promuovere su (tutti) i canali del Web Marketing, con gli strumenti che il Web Marketing mette a tua disposizione:
  • la SEO, acronimo di Search Engine Optimization, ovvero l’insieme di attività che consentono di ottimizzare il tuo sito web per i motori di ricerca e, quindi, di fare in modo che sia trovato dagli utenti che navigano in Rete e interrogano Google;
  • la SEM, acronimo di Search Engine Marketing, quell’insieme di attività di marketing svolte sul web e aventi l’obiettivo di portare traffico qualificato al tuo sito web, ovvero persone interessate alla tua offerta o servizio;
  • la SEA, acronimo di Search Engine Advertising, ovvero l’insieme dei servizi di pubblicità online (Google AdWords, PPC, banner, affiliate marketing);
  • le campagne DEM, acronimo di Direct Email Marketing, ovvero l’invio di messaggi pubblicitari e comunicazioni tramite e-mail a una lista di utenti selezionati e in target;
  • il Content Marketing, ovvero l’attività di produzione di contenuti originali e personalizzati, pensati per il web, rivolti allo specifico target e capaci di raggiungere un determinato obiettivo di Web Marketing;
  • il Social Media Marketing, ovvero le attività di comunicazione e promozione svolte sui canali social (Facebook, Twitter, Instagram, Google Plus, Instagram, Snapchat), incluso il servizio di Social Customer Care, sempre più richiesto dai clienti;
  • le Digital PR, ovvero l’attività che mira a sfruttare le relazioni digitali per promuovere il brand e la sua offerta.

Web Marketing: ma  serve?

Investire in attività di Web Marketing è oggi molto importante per un brand che voglia consolidare e/o migliorare la sua reputazione, le sue vendite, la sua attività. 
Perché? A cosa serve il Web Marketing?

Il Web Marketing ti aiuta a costruire e a gestire la tua brand reputation

vr comunicazione siena

Gli strumenti del Web Marketing sono tool ideali, per la loro capacità di comunicare in modo aperto, diretto, libero e immediato, per costruire e gestire la tua brand reputation, consentendoti di raccontarti e di dimostrarti un brand esperto e competente nel tuo settore, un brand a cui ci si può affidare e di cui ci si può fidarePresenza, è questa la carta vincente del Web Marketing.

Il Web Marketing ti consente di intercettare i clienti nel momento della decisione dell’acquisto

Le strategie e i tool del Web Marketing ti garantiscono un’altra fondamentale opportunità: ti consentono di raggiungere il tuo potenziale cliente nel momento esatto della decisione dell’acquisto. Come? Te lo spiego subito.
Nel 2011 Jim Lecinski,Vice President, US Sales & Service di Google, ha teorizzato l’esistenza dello ZMOTZero Moment Of Truth, il Momento Zero della Verità.
Con l’avvento del Web, il tradizionale processo decisionale e di acquisto ha subito una profonda evoluzione con l’introduzione di una nuova fase, quella della ricerca in Rete di informazioni, di notizie, di pareri e di testimonianze riguardanti il prodotto o il servizio che vogliamo acquistare. E quand’è che ci dedichiamo a questa attenta fase di ricerca?
Prima di entrare in un negozio o, addirittura, mentre siamo al loro interno. E’ in questi momenti, quelli immediatamente precedenti all’acquisto, che vogliamo fugare ogni dubbio riguardo quel prodotto o quel servizio e vogliamo decidere con consapevolezza e responsabilità se acquistare o meno.
Ecco perché inserirti proprio nello ZMTO con contenuti puntuali, ricchi e affidabili, con promozioni ad hoc, con messaggi specifici e potendo contare su una solida brand reputation, è per te fondamentale. E’ dall’insieme di informazioni che riuscirai a fornire e di sensazioni che farai scaturire che dipenderà la decisione d’acquisto da parte del tuo potenziale cliente.

Con il Web Marketing puoi intercettare solo i clienti realmente interessati

L’Inbound Marketing è la metodologia di Web Marketing che ti consente di raggiungere le persone giuste nel momento opportuno e nel posto più adeguato.
siena agnzia pubblicitara

Intercettare gli utenti quando loro hanno bisogno di te, senza che sia tu a disturbarli e a indisporli, ecco il principio di base dell’Inbound Marketing, la sua principale qualità. In questo modo, potrai raggiungere solo le persone che saranno realmente interessate alla tua offerta e tu otterrai tre vantaggi molto importanti:
  • non sprecherai risorse in termini di tempo, di denaro e di professionalità con persone che non sono interessate ad acquistare da te;
  • concentrerai i tuoi sforzi su chi davvero potrà riservarti sorprese(e acquisti!);
  • ti assicurerai un atteggiamento positivo da parte dei tuoi potenziali clienti e una proficua propensione all’acquisto.

Il Web Marketing è la strategia della grande visibilità a costi equi

Vuol dire gratis? No. Se vuoi ottenere visibilità ed esser conosciuto, devi investire. Nessuno ti regala nulla, questo mi pare ovvio. Quel che è altrettanto certo, però, è che il Web ti offre la possibilità di rivolgerti a un pubblico potenzialmente infinito di persone e che ti consente di farlo con costi contenuti rispetto a quanto dovresti investire per raggiungere la medesime audience con i media tradizionali.

Con il Web Marketing puoi fidelizzare i tuoi clienti e risparmiare

Tempo fa leggevo un report pubblicato nel 2015 dalla rivista Harvard Business Review, in cui si evidenziava come:
  • le imprese, ogni anno, perdono dal 15% al 35% di clienti;
  • Il solo 5% di crescita di clientela fidelizzata comporta una crescita dei profitti dal 60% al 100%;
  • la possibilità di vendere a un nuovo cliente si attesta attorno al 15%, quella di vendere a un cliente fidelizzati raddoppia al 35%;
  • l’80% del fatturato di un brand è prodotto dai clienti fidelizzati.
Mi pare ben chiaro, quindi, come un cliente fidelizzato sia una risorsa preziosissima per un brand perché consente di risparmiare sforzi, tempo e denaro e di aumentare il fatturato e garantisce promozione gratuita e disinteressata presso la sua community di riferimento.

lunedì 3 aprile 2017

L'odiata comunicazione e perchè serve alle aziende

comunicare
co·mu·ni·cà·re/
transitivo
  1. 1.
    Dire, rendere noto, far sapere (anche + a ): ho comunicato al capo le mie dimissioni; + a e di e inf. o + che e ind.: mi hanno comunicato di essere pronti per la riunione; ci hanno comunicato che la partenza è rimandata; anche tr. pronom. (con valore recipr.).

    "si comunicarono le proprie impressioni"
  2. 2.
    Rendere partecipi altri di un sentimento, di una passione, ecc. (anche + a ).

    "c. speranza"
intransitivo
  1. 1.
    Entrare in comunicazione, in relazione, spec. verbale o scritta (anche + contra ): il prigioniero non può c. con nessuno; è vietato ai concorrenti di c. tra loro durante l'esame; c. a gesti, per telefono.
  2. 2.
    Di luoghi o ambienti, essere collegati da un passaggio (anche + contra ): la camera comunica col bagno; le due stanze non comunicano (tra loro).
intransitivo pronominale
  1. 1.
    Propagarsi, trasmettersi (+ atra ).

    "l'entusiasmo si comunicò a tutti i presenti"

    Macchie di Rorschach



Scrivo velocemente, dopo una conversazione piacevole sulla comunicazione, con persone che pensano a come fare bene il loro lavoro, non solo a guadagnare soldi. Incontrare chi la pensa come noi non è facile, chi sposa certi pricipi e li applica nel concreto.
La comunicazione è un termine tornato prepotentemente in uso che non viene compreso, con una nuova accezione sottolineata dal cambiamento dei sistemi di marketing, dalla nascita dei nuovi media.
Comunicazione è il modo in cui l'azienda parla ai suoi clienti.
Spesso invece si crede che sia solo la sostituzione di un termine, Marketing sostituito da Comuncazione.
Non si pensa mai che comunicare, come si legge sopra, significa rendere partecipi, mettere in contatto, diffondere. Oggi poi grazie ai Social la comunicazione non è solo unidirezionale ma bidirezionale.
Io faccio poi una comunicazione particolare, comunico la storia, i prodotti, la vita dell'azienda che si avvale dei miei servizi, non presento pacchetti standard, non ho listino prezzi.
Quello che serve a me per "fare comunicazione" lo trovo conoscendo l'azienda.
E' all'ordine del giorno trovare aziende che hanno fatto cospiqui investimenti per non aver poi nessun servizio concreto, che non hanno un piano di comunicazione, che non programmano i loro investimenti o le loro azioni in campo marketing e comunicazione.
Il termine comunicazione, per citare un commento su Bruno Munari, implica anche l'aspetto biologico dell'azienda, implica qualcosa che va oltre le strategie di marketing, si tratta per me di trovare il vero linguaggio dell'azienda, quello che la mostrerà per quello che è davvero.
Ripeto anche in questo post che la Comunicazione non può essere concepita al di fuori dell'attività aziendale, non può essere studiata su criteri standard.
La comunicazione è la voce dell'azienda e come succede per le nostre voci, ogni azienda deve avere un timbro differente.
Tutte le polemiche riguardo questo termine vengono dalle agenzie old style che non hanno saputo comprendere il grande cambiamento che c'era in corso, che non sanno evolvere e adeguarsi ai nuovi concetti di marketing e ai nuovi media.
Altre polemiche vengono poi giustamente da quel mare di improvvisati che cercano metodi veloci per guadagnare, questi ultimi però sono presenti in tutte le categorie: dai cuochi ai nuovi guaritori spirituali.
Buona settimana
State sereni




mercoledì 15 marzo 2017

Underground fotografia

Linguaggio
Fotografia
Linguaggio fotografico

da Treccani:
underground ‹ndëġraund› agg. ingl. (propr. «sotterraneo»). – 
1. Che si oppone intenzionalmente alla cultura tradizionale e ufficiale, utilizzando forme espressive e sistemi di diffusione e di produzione alternativi rispetto a quelli usuali...
Si dice di attività teatrale, letteraria, artistica nata al di fuori degli ambienti tradizionali, in contrasto con la produzione e la distribuzione industriale e commerciale: cinema, musica underground; cultura underground.

"Nata al di fuori degli ambienti tradizionali"

Questa è la definizione della mia fotografia.

Questo penso di un linguaggio VERO fotografico.

Che piaccia o no non è importante.
Che comunichi forse si.
Soprattutto se serve per fare comunicazione.

L'underground non si impara nelle scuole.
Il pregiudizio visivo è quello che penalizza la sperimentazione e l'evoluzione del linguaggio fotografico.

Chi non ha fatto percorsi ufficiali è automaticamente Underground, anche se questo magari non gli piace.

A me non piaceva, almeno all'inizio. Ho sempre odiato le classificazioni.

Mi mancava quello che poi ho scoperto crescendo... le relazioni.
La rete umana.
I greggi e la gente.

Quello che comunica davvero è underground.
Che non significa strano.
Significa personale, ideato, cresciuto, sviluppato, compiuto in un percorso personale. Un percorso che tenta, perchè non è automatico ne facile, di scrollarsi di dosso le visioni di altri.
Vedo tante immagini, troppe, che non sono immagini, sono appunti visivi, sono tentativi di comunicazione, sono aborti della mente, aborti dello sguardo, aborti del sentire.
Si, senza pietà, sono "non foto".

Chi è cresciuto lontano dai percorsi canonici spesso fa buona fotografia,
le scuole creano cloni con certezze assolute asfissianti, noiose, sicuramente confortanti, sicuramente tranquillizzanti.
E per questo la comunicazione non arriva in quella rete, per questo occorrono massicce operazioni di plagio.

E invece sarebbe semplice.
Rompere regole di percezione,
Disattendere aspettative.
Mistificare.
Banalizzare.
Sporcare...

Tutti termini che mi piacciono e che amo sostituire a "Fotografare".

Mi ripeto non significa "farlo strano"
Significa farlo come lo sentiamo. Ascoltare profondamentenoi stessi e l'ambiente e poi sintetizzare, ognuno filtro di se stesso, ognuno originale e unico.
Dimenticare il giudizio, dimenticare il bisogno di accettazione e lasciarsi andare all'espressione.

Già... registrare un idea che si "vede".

Prendo delle donne normali, le faccio truccare e pettinare nella totale libertà degli operatori, cerco sempre il massimo agio per tutti.
C'è un tema.
Che non è poi così importante, è un input, è un suggerimento.

Poi guardo, poi fotografo, poi post produco.

Emerge in ogni foto il mio background... inevitabilmente.



My Client
G Style's Siena
Hairstylist

Project
Walking on the time & space
Campaign 2017


Hairstylist Giovanna Sciarappa
Makeup Artist Valentina Giannettoni
PHotographer Vanessa Rusci

La campagna esce oggi durerà per un anno, girerà in tutta la Toscana, sui Social Network e nelle riviste di settore.
per i miei progetti

Present imperfect - Time of the Moon












lunedì 16 gennaio 2017

Fiducia: il bene più raro.

fidùcia s. f. [dal lat. fiducia, der. di fidĕre «fidare, confidare»] (pl., raro, -cie). – 1. Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione POSITIVA di fatti, circostanze, relazioni, per cui si CONFIDA nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di SICUREZZA e TRANQUILLITA'
fin Dionegli uomininella fraternità umananella scienzanel progresso socialefnella vittoriafdi riuscirefnella propria stellanelle proprie forzefnell’esito di un’impresaguardare con fall’avvenireferma f.; fillimitataassolutaincondizionataaverenutrire f.; perdere la f.; dare un attestatouna prova di f.; ispirare f.; guadagnaremeritaregodereavere la fdi qualcunoriporre bene, o malela propria f.; abusare della faltrui. Di uso com. le espressioni: persone di f., di miadi tuadi sua f., persone fidate a cui si ricorre in cose delicate e d’importanza; medicoavvocato di f., quello che è liberamente e abitualmente scelto dal cliente; postoimpiegoincarico di f., di responsabilità, delicato, che si affida solo a persone sicure, fidate.
VocabolarioTRECCANI
Fiducia - Esercizio alla ricerca della perfezione
Ph Vanessa Rusci

Fidacia
ispirarla
darla
meritarla

Non ci fidiamo, siamo in protezione, diffidiamo naturalmente, per assurdo soprattutto delle cose ben fatte, delle persone oneste, dei progetti troppo seri: dove starà la fregatura?
Perchè quasi sempre c'è la fregatura!
Se è troppo bello il packaging il prodotto non sarà buono, se le condizioni sono troppo vantaggiose la vacanza sarà sicuramente in un luogo desolato, se sorride troppo vuol dire che sta nascondendo i problemi del progetto, se...se...se...

In fondo abbiamo partecipato tutti a quei corsi nei quali ti insegnano a stringere forte la mano per non apparire insicuri, a emulare la postura dell'altro per comunicare meglio e poi "fotterlo" e vendere.
Tutti siamo caduti nell'offerta del gestore telefonico che poi così tanto offerta non era.
Tutti abbiamo comprato un prodotto per la sua bella scatola e poi dentro non c'era che un piccolo contenitore tra troppo cartone...
Diffidiamo! Giustamente!!!

Eppure la fiducia ci farebbe sentire tranquilli e sicuri.
Ci farebbe credere nelle capacità dell'altro e nelle nostre.
La fiducia potrebbe essere la chiave di svolta di questa epoca nera: ricominciare a dare fiducia.
Fidarsi di chi propone, di chi è sorridente, di chi spera, di chi sogna, di cambiare le cose, di costruire realtà prospere ed eque.
Dare fiducia comporta una presa di responsabilità:
devo monitorare che la mia fiducia sia ben riposta.
Comporta allo stesso tempo una attribuzione di responsabilità: se mi dai fiducia io mi sento obbligato a fare del mio meglio.
Dare fiducia in fondo è una libertà, non darla è un limite della propria paura.
Paura di cosa?
Paura di essere stupidi da non sapersi difendere? Da un truffatore, da un malintenzionato, da un furbo.
E serve?
No, non serve,quanto meno non serve la paura paralizzante, quella che fa sprecare troppo tempo e energia.
All'estero sono molto più pratici di noi:
io ti "provo" se sgarripiù volte, ripeto più volte, sei fuori, però ti do una possibilità e te la do al 100% credendo in ciò che mi proponi.
La nostra diffidenza invece blocca entusiami, blocca progetti,blocca carriere.

Sto sperimentando la fase del RI Fidarmi!

Ho aperto la porta del castello dove mi ero chiusa insieme a troppe aziende italiane e faccio passi nel giardino della fiducia.
Incontro, cerco, ascolto, mi confronto, propongo, mi fido in primis delle mie idee poi della gente che incontro.

Mi fido dei miei collaboratori, dei miei colleghi, dei miei fornitori, dei miei competitor, sempre con la dovuta accortezza, senza troppa ingenuità, ma mi fido.

Con la certezza che posso attraverso la chiarezza gestire e interrompere qualsiasi rapporto nel quale la fiducia venga a mancare.

Cerco poi di meritare la fiducia, cercando di essere sempre chiara, sincera anche quando sbaglio, quando le cose non sono proprio come le avevamo immaginate, cerco di essere attiva, di produrre risultati.

E se qualcuno si fida di me, io lo ripago mille volte di piu del suo investimento: non c'è benzina più forte per me della fiducia che mi si concede.

E credo funzioni così per tutti.

Spero che questa sia l'epoca in cui si torni a fidarsi, a far le cose per bene, a meritarsi la ficucia.

Prezzi onesti, lavori professionali, prodotti "sinceri", aziende che rispettano il lavoro degli altri, che producono cose che fanno bene alla comunità.

Fidarsi innesca un meccanismo virtuoso che autoelimina i malintenzionati.
Fidarsi significa accettare i fallimenti, le cadute, gli scivoloni dell'altro e di noi stessi, perchè quello è donare nuovamente fiducia.
Perchè comunque non esiste la perfezione, esite il tendere ad essa.
Non esistono cuori senza macchie, menti solo geniali, e forse è stata proprio questa mancanza di obiettività a farci smettere di fidarci, abbiamo creduto alla perfezione.

Il Tao recita:
In ogni mondo di male esiste un punto di bene
in ogni mondo di bene esiste un punto di male.

Io ho deciso che mi fido.
Di trovare un equilibrio, cocreatore, di mettere la mia parte di fiducia.
Ho deciso che agisco, faccio, investo.

Comunicare FIDUCIA, con i fatti, le azioni, le cose giuste.

Non servono belle fotografie professionali con dolcetti di cera, i colori giusti, e l'inquadratura giusta del momento.
Serve sovvertire il paradigma e invece di mistificare raccontare ciò che davvero funziona, ciò che davvero è il plus di ogni azienda che lavora seriamente e con passione.
E visto che queste poche regole valgono poi in tutti i settori della vita: NON RIMANE CHE PROVARE A FIDARSI!
Buona notte o Buona giornata!







lunedì 2 gennaio 2017

La mia fotografia food per le aziende: racconto il cibo attraverso i 5 sensi e l'arte

Quando racconto un prodotto lo studio a fondo prima di fotografarlo:
che profumo ha? Che sensazioni stimola al tatto, al gusto, alla vista, all'udito?
Le nostre percezioni, sono così automatiche che non le viviamo più.
Panettone Artigianale fotografato per Opera Waiting Poggibonsi
Fotografia Vanessa Rusci tutti i diritti riservati
VR Comunicazione Siena Food & Art
Non ne abbiamo consapevolezza.
Ho studiato molti anni la percezione, a seguito dell'incontro con Fabrizio Ferri e la sua scuola che ho frequentato a Milano, una scuola che insegnava attraverso il metodo dei 5 sensi, ovvero, stimolare la consapevolezza sensoriale. Fu per me logico successivamente ricercare nel campo della percezione e associarlo alla fotografia.
Se banalmente la gran parte di noi possiede i 5 sensi, e altrettanto banalmente nessuno ne ha quasi più la consapevolezza, (inutile ripetere che non usiamo quasi più l'olfatto, il tatto, siamo spesso inconsapevoli dei sapori  del cibo, del suo rumore, ascoltiamo solo i rumori più forti), non è sicuramente banale, il tentativo di riappropriarsi delle percezioni e utilizzarle per la creatività, per la fotografia.
-Inebriata vacillo-
Panettone Artigianale Opera Waiting Poggibonsi
Fotografia Vanessa Rusci tutti i diritti riservati
VR Comunicazione Siena Food & Art

- La mia mano tocca delicatamente la sua morbidezza e la bocca si apre in attesa... -
Panettone Artigianale Opera Waiting Poggibonsi
Fotografia Vanessa Rusci tutti i diritti riservati
VR Comunicazione Siena Food & Art

- Il profumo arriva alle narici e la mia lingua si muove -
Panettone Artigianale Opera Waiting Poggibonsi
Fotografia Vanessa Rusci tutti i diritti riservati
VR Comunicazione Siena Food & Art
Le immagini oramai ci sommergono, la quantità prodotta giornalmente ha superato l'immaginazione: lo stile, la potenza, il linguaggio sembrano essere oramai spariti, se non per rari e intermittenti casi sparsi in giro eccessivamente silenziosi.
Quindi che senso ha raccontare un prodotto?
Che necessità c'è di chiamare un fotografo quando l'immagine è così facile da realizzare, così inutile in un oceano di immagini "usa e getta"?
un pomodoro è un pomodoro
un prosciutto un prosciutto
un biscotto un biscotto.
- Friabile esplosione di gusto -
 Biscotto Artigianale Opera Waiting Poggibonsi
Fotografia Vanessa Rusci tutti i diritti riservati
VR Comunicazione Siena Food & Art

- Leggero sale al palato -
Biscotto Artigianale Opera Waiting Poggibonsi
Fotografia Vanessa Rusci tutti i diritti riservati
VR Comunicazione Siena Food & Art

- Incuriosisce il suo profumo -
Biscotto Artigianale Opera Waiting Poggibonsi
Fotografia Vanessa Rusci tutti i diritti riservati
VR Comunicazione Siena Food & Art
Ero stufa però di questo modo di ragionare e fotografare, annoiata soprattutto, e poi anche i risultati delle fotografie per le varie campagne non davano risultati confortanti: la gente è anestetizzata, le belle immagini non pagano più, i prodotti non escono come protagonisti, ma sono solo uno still del nostro film quotidiano, still inutile, vuoto, dimenticabile.
Come potevo fare ancora fotografia che fosse utile e non un semplice processo di riproduzione?
Come potevo raccontare i prodotti che incontravo, i luoghi che visitavo e soprattutto come potevo sottolineare l'unicità del prodotto?
Non un pomodoro ma quel pomodoro, cresciuto in quella terra, con quel profumo, con quelle caratteristiche.
Così ho deciso di sperimentare le mie percezioni e usarle per realizzare le mie foto.
Fare ritratti dei prodotti, assaggiarli, viverli, sperimentarli.
Stimolare la fantasia quindi assaggiando un formaggio stagionato, toccando la pelle di una pesca matura, odorando il profumo umido di ragù che sale da un piatto fumante, raccontare la texture di un panettone ben lievitato.
Come qualunque arte la fotografia ha bisogno di tempo, studio e attenzione, questo metodo mi permette di andare oltre allo stereotipo comune e produrre immagini che sono fuori dagli schemi, che diventano quindi interessanti, coinvolgenti. Produrre fotografie che raccontano una storia, che hanno un titolo, che tornano a essere fotografie, non stock di fotografie, non semplici scatti, ma nature morte d'autore o meglio in inglese: Still Life d'autore, ancora vivo, ironico destino di uno scatto.
Il mio metodo è un modo per andare oltre il mio stile, oltre l'idea stereotipata che ho di un prodotto, e creare invece uno stile unico e specifico per ogni servizio fotografico.
Le percezioni sensoriali aprono un magazzino culturale che è differente per ognuno di noi, creano immagini nuove e fortemente comunicative.
La mente si assuefà allo stereotipo e quando si dice che si si devono realizzare immagini sul trend del momento si è già vecchi, si è già indietro, saremo quindi meno visti, meno vissuti, meno efficaci, oggi occorre incuriosire, stupire, stimolare, meravigliare.
Amo anche giocare con la sinestesia cercando di riassumere in uno scatto le mie personali percezioni più dirette: un profumo intenso e dolce diventa uno sfuocato fortemente contrastato, una morbidezza del palato diventa una inquadratura perfettamente equilibrata.
- Invisibile percezione -
Cipolla e Zafferano per Opera Waiting Poggibonsi
Fotografia Vanessa Rusci tutti i diritti riservati
VR Comunicazione Siena Food & Art
Le mie fotografie di food non sono immagini comuni, ho una attrezzatura particolare che mi permette di giocare su tanti fattori, invento di volta in volta filtri e elaborazioni.
L'errore che spesso si commette è quello di cercare una sterile perfezione, fermandosi alla forma, perdendo così la potenza comunicativa della fotografia autoriale, dimenticando la potenza dell'immagine.
Tornare a comunicare passa da qui, senza arroganza ma con la voglia di tornare a ragionare di fotografia con la necessaria serietà e il dovuto rispetto.
Il resto è manierismo e superficialità.
E infatti c'è poca meraviglia in giro e spesso i creativi non hanno più tanto da dire.
- Kandinskij - Ready made di una percezione del profumo di cipolla -
per Ristorante Il Leccio Montalcino
Fotografia Vanessa Rusci tutti i diritti riservati
VR Comunicazione Siena Food & Art
Visita il mio sito e scopri tutti i miei lavori:
www.vanessarusci.com
contattami
vrcomunicazione@vanessarusci.com

Follow by Feed